"Che coltivi in quel vaso? Cocci": alcune poesie da "Volarsi dentro" di Bill Knott

 


a cura di Luca Pizzolitto



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Dal fondo del mio pozzo
io vedo sole e luna solo
una volta al giorno, ed è niente

rispetto a te là sopra
che vedi spesso entrambi
aperti e disponibili, totali:

eppure io credo - quando
una volta al giorno il sole
una volta al mese la luna, riempiono

il bordo circolare che è lassù - di essere
illuminato in un modo che a te
non è concesso interamente spento

e tutto sigillato nella luce. Guarda:
ora sono intero. Nessuna crepa in me.


**


Primo sguardo


L'estate è entrata dalla zanzariera,
per questo ci appare informe
a un primo sguardo, e in effetti è
una maglia di fili sottili
sospesi, una lastra di vetro
la cui opacità ha confuso la vista...

Se non fossimo mai entrati - 
se i giorni fossero rimasti così, un'esitazione al limite della soglia,
in attesa, tesi, elastici
come linee che si attraversano
in uno spazio per sempre sfuggente
dove aspettiamo, premuti contro
qualcosa che prova a mantenersi informe.






Poesia


Dicono che l'universo sia in espansione,
che non stia mai fermo in un punto.
Io, però, ho una piccola stanza in affitto
lì dentro da qualche parte.

Non capisco il rapporto
tra l’intero che è libero
e le parti che si fanno il mazzo per pagare
il primo del mese.

Che coltivi in quel vaso?
Cocci.

Non capisco.
E il mio valore non basta
a capire perché. Chi.

Cosa sopporterebbe una tale distanza solo per sopravvivere?


**


Chiavi in mano


A volte un uomo rincasa tardi
è a pochi passi dalla porta
quando d'improvviso nel buio 
un'auto passa e illumina una finestra

proprio davanti a lui così la stanza
viene gettata in una tale
parvenza di qualità che ancora
una volta egli comprende perché vediamo

solo attraverso bagliori come questo, per
flash fortuiti e fervidi come questo,

ma l'angolo del vicolo cattura sempre
quella rivelazione ancora prima
che lui riprenda la postura
di chi è intento a entrare e vivere là dentro.


**


Posizionamenti


solo quando
lo zerbino con scritto benvenuti
è disposto esattamente
al suo centro
può iniziare
il labirinto


**


Sfumature d'umidità


Le quattro, nulla si muove, nessuna fretta,
l'alba ha ancora tempo per fare la difficile
scegliendo tra i suoi rosa. Ma ecco che una brezza
mi sfiora - il modo in cui la pelle
viene refrigerata dai vapori
del sudore, questa maestria, questo metodo
mi rattrista: quando verrò soffiato via
il corpo sarà ancora rinfrescato?
Temo il colore della risposta Sì.




Bill Knott è nato nel 1940 a Carson city, nel Michigan. Rimasto orfano in giovane età, dopo la leva militare ha lavorato in ospedale e successivamente come professore all' Emerson College.
Ha pubblicato, in vita, numerosi libri di poesia.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 2014, è uscito "I Am Flying Into Myself: Selected Poems, 1960-2014, un volume antologico a cura di Thomas Lux.
"Volarsi dentro" è la prima traduzione italiana della sua poesia in volume.




La foto di copertina è uno scatto di Luca Pizzolitto.

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