"Io non sono un luogo abitato / a tratti mi attraverso": Raffaele Niro

 


a cura di Luca Pizzolitto
fotografia in copertina di Claudia Castanò


II


oggi ho camminato senza meta nel mio deserto.
l'unica cosa che cercavo era me stessa.
ho visto solo sabbia per ore.
a un certo punto,
tra il nulla e niente,
col buio
sono rientrata nella mia carne,
stremata, ma viva.

parlando ancora la mia lingua.



**


VI


qui il tempo non si nomina né si misura,
qui solo passa con l'alternarsi delle lune
e si ferma dove non te lo immagini,
nell'anima dei denti, nelle caverne delle ossa,
nelle strade delle rughe. e non chiede altro.
non chiede altro che spazio.


**


VIII


con la parte più umile di me
smuovo il grande fermo
e setaccio i suoi andirivieni
nel tentativo di ritrovare
un granello di sabbia
al quale affidai i sogni da bambina.

sarà per questo che colleziono
rose del deserto
nel giardino dell'immaginazione
e il vento prende vita
dai miei piedi.


**


XXXIX


io non sono un luogo abitato.
a tratti mi attraverso.
e quando mi capita
mi resta il sibilo del vento nella testa
che confondo con la melodia
di quel che vorrei essere:

la patria di me stessa.


**


XL


tutto quello che sono
è dall'altra parte della paura.
mi vado incontro
attraversando il mio corpo.


**


XLVI


un posto in mezzo al niente per la notte
l'ho trovato. e sono io.
da qui le stelle rispondono alla formula
di dio. almeno fino all'alba, come incognita,
soddisfa il suo teorema. ma alla luce,
le cose assumono un altro significato.
domani si vedrà
ed è giusto che così vada:
esiste l'io che cambia
il colore degli occhi.


**


XLVII


tenere ancora a bada
la sete del giorno.
il freddo della notte stringe
fa disegni con i nodi alle vene...

il più bello
l'ho chiamato l'umanità.



Poesie tratte da "Viandanze (poema umano)", Raffaelli, 2022



Raffaele Niro è nato a San Severo, in Puglia, nel 1973.
Per la poesia ha pubblicato Viandanze. Poema umano (Raffaelli, 2022); L’attesa del padre (Transeuropa, 2016, 2017² - Premio Minturnae); Lingua di terra (La Vita Felice, 2013); Carte d’identità (Sentieri Meridiani, 2011); Cartacanta (Edizioni Di Salvo, 2009 – Menzione Speciale Premio Montano).

Sue poesie sono tradotte in Argentina, Austria, Cile, Messico, Nicaragua e Spagna.

Per la narrativa è coautore di Inchiostro di Puglia (Caracò, 2015, postfazione di Nicola Lagioia), de I fuggiaschi (Stilo, 2013, prefazione di Franco Arminio), di Babel Hotel (Infinito, 2011, prefazione di Gian Antonio Stella) e di Rondini e ronde (Mangrovie, 2010, prefazione di Jean-Léonard Touadi). Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo, Lettere a Gaia. Le scoperte di un archeologo del futuro, per la casa editrice Les Flâneurs.

Per la musica nel 2019 ha firmato il cd PANE dei Rione Junno per SoundFly/PugliaSounds/Self/Rhymers' Club.

Da alcuni anni conduce un laboratorio poetico di scrittura e lettura creative per bambini e ragazzi denominato il Cantiere delle parole bambine.

Realizza videopoesia e documentari video-poetici tra i quali Il canto del pane di Varujan e Claudio Damiani – La Miniera che hanno ottenuto diversi premi e riconoscimenti.

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