Luca Minola: qui un amore e l'altro seguono numerose stelle


a cura di Annalisa Ciampalini
fotografia in copertina di Giovanni Chiaramonte


In questo testo viene proposto un breve percorso attraverso l’ultima silloge di Luca Minola, “Qui un amore e l’altro” (Taut, 2022).


Come possiamo intuire dal titolo, affascinante e un po’ enigmatico, è l’amore, forse insieme a ciò che lo ispira e lo fa evolvere, a imprimere la direzione ai versi dell’ultima raccolta poetica di Luca Minola. Effettivamente a definire l’atmosfera della silloge non è un pathos dai profili netti o una presenza dalle caratteristiche ben delineate, bensì lo spazio all’interno del quale l’amore e altri sentimenti si manifestano.
Si tratta di uno spazio sgombro, arioso, in cui il poeta osserva con sensibilità e intelligenza lasciando muovere la mente tra realtà, dimensione onirica e immaginazione.
Sono, talvolta, impercettibili perturbazioni dello spazio a rivelare la presenza di un sentimento che chiama e coinvolge, come avviene nella seguente breve prosa poetica che riporto per intero:

“Il difensore del sonno ha moltiplicato la propria azione. Gli oggetti rivelano la tua presenza in un’unica stanza. Si ritira per forza di cose la meraviglia delle mani, confondendoci con le luci, la lampada cresce.” 

O nei seguenti versi:

“Respiri, rallenti vento e acqua. / Passeggi verso l’amore, scegli delle orchidee / che ancora non si avvicinano.” 

Lo sguardo affilato del poeta non si perde in romanticismi ma sa inoltrarsi, in maniera molto efficace, sotto la superficie imperturbabile dell’apparenza. L’attitudine per la scelta delle immagini e un’approfondita conoscenza della produzione poetica italiana permettono a Minola di costruire interessanti connessioni tra vari elementi della realtà: “Ogni corda stimola la tua bocca, qualcosa simile all’erba cresce proprio lì fra l’ossessione e la gola.” E ancora: “È un pomeriggio così, di immagini. Solo alcuni, solo i prossimi vedono. In alto, un tratto stellare non fa che camminare in cerca di soluzioni.”  

C’è calma in questi testi di Minola, c’è pieno controllo del verso, un’alternanza riuscita tra ambiente interno ed esterno, tra silenziose presenze umane e la purezza del regno minerale e dei corpi celesti.
I componimenti poetici, molto spesso brevi, costituiscono una sequenza perfetta che edifica una scena viva, dove anche al lettore è permesso di essere presente, e in cui il sentimento amoroso si esplica, cresce, e si avventura in cammini incontrollabili: “Crescono le nostre parole / probabilmente la vita.”

Il mondo privato del poeta riesce in questo modo ad aprirsi e a diventare universale. 

“Per tutto l’inverno l’azzurro aderisce alla terra e non ci innamoriamo.”

La natura delle immagini, il modo di stare all’interno delle mura domestiche, le osservazioni sul paesaggio rendono questa raccolta sicuramente aderente all’epoca attuale, i testi parlano la lingua di questo momento, ne conoscono il vuoto, le mancanze, i passaggi troppo veloci, talora indecifrabili: “Voglio ricordare qualcosa che passa: un cespuglio, un fuoco, un passaggio d’angeli.”

C’è calma come dicevo, apparentemente nulla è fuori posto, a volte il tempo sembra essere immobile come nei quadri dove vengono rappresentate le nature morte. Ma un occhio attento e partecipe può individuare la direzione lungo la quale la vita palpita: “Qui un amore e l’altro / seguono numerose stelle.” Perché l’amore, qui, non è mai uno solo e molteplici sono le mete, i cammini, i desideri, le stelle. 


Alcune poesie tratte dalla raccolta


Settembre procede: i rituali d’entrata possono aspettare. Un canto insonne non vuole ripetersi se non all’ombra. Uguali a noi le rocce aspettano zampe di uccelli. Occhi festeggiano, raccolto indefinito: arcobaleno e grano.

**

Nessun sapore nei paraggi. Un altro fiore asseconda tutto questo verde, replicandosi. Gli alberi crescono con te, sempre di più. Con le figure nulla è più femminile e armonioso. Passa un rumore limpido, così desiderio e cielo si uniscono. La parte sinistra della strada porta oltre, ogni causa può fiorire.

**

I bambini

La casa sarà dei bambini, prima della gravidanza
e dell’entusiasmo delle colombe.


Quello che vuoi in paradiso:
frutti vicini e lontani,
un mandarino dalla buccia impossibile.


(Dalle finestre la neve aspetta,
sopra, più di noi, il culmine dei fanciulli non si nota ancora).


**

Appaiono prive di volontà
le piante della casa,
la ricerca di luce e acqua le sostiene.
Non si scrive, non si bagna nulla,
si allontana sempre di più il riposo del tavolo.


Qui un amore e l’altro 
seguono numerose stelle.


**

Prima di ogni musica i nervi sentono le rocce, i tetti il sentimento dei lampi nel cadere. Non c’è passaggio in natura o azione scontata che si possa ripetere. Non esiste altra lingua che non sia passaggio fra noi.

Anche sopra altre rocce si tengono così. Gli uccelli si convocano da soli. Si aggiunge un po’ di pioggia agli alberi.




Luca Minola è nato a Bergamo nel 1985.

Ha pubblicato con F. M. Tipaldi la raccolta Il sentimento dei vitelli, nella collana diretta da Alberto Pellegatta, (EDB Edizioni, 2012), Premio Maconi Giovani 2013. Alcuni suoi testi sono contenuti nel Quadernario Almanacco di Poesia a cura di Maurizio Cucchi,( LietoColle, 2014), in Smerilliana n° 18 nella sezione “Poesia italiana, sulle tracce di una generazione “ a cura di Franca Mancinelli, (2015), nel Bisestile di poesia, a cura di Alberto Pellegatta, (EDB Edizioni, 2016).

Inoltre le sue poesie sono pubblicate sui blog Interno poesia, Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Atelier, La Recherche, Poesiablog di Rainews, Avamposto e su Le parole e le cose.

Il suo libro Pressioni, è uscito nel 2017 nella collana diretta da Maurizio Cucchi, I giardini della Minerva, (LietoColle), nello stesso anno sono stati pubblicati alcuni suoi inediti introdotti da Roberto Deidier nella rubrica, Nuovi poeti su L’EstroVerso.

Nel 2019, sulla Rivista internazionale di poesia italiana Gradiva, numero 55, sono usciti dei suoi inediti con la presentazione di Giancarlo Pontiggia.
Nel 2020 una selezione di sue poesie è uscita nell’antologia “Planetaria. 27 poeti del mondo nati dopo il 1985” a cura di Massimo Dagnino e Alberto Pellegatta, (Taut Editori).

Nel 2022 esce il suo secondo libro, Qui un amore e l’altro, per Taut Editori, nota di Alberto Pellegatta. 



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