Occaso: voci poetiche dal Portogallo (IV) - Sofia A. Carvalho

  



A cura e con la traduzione di Fabrizio Boscaglia.


Sono qui tradotte in italiano quattro poesie dell'autrice portoghese Sofia A. Carvalho, da Hiante (Grimaces, 2019), con testi originali e nota biografica dell'autrice a seguire.



Con la pelle tirata e le rughe sui sogni,

torno a respirare; ritmo bianco e nuovo che

si disfa lentamente.

Solo in seguito sottraggo al corpo il peso - montagne,

dorsali, valli e cieli arrugginiti.

Mi distendo imponderabile, sconosciuta,

affilando la linea perfetta del primo grido,

quella vocale assoluta che porto nella gola.


[Puxada a pele e os sonhos enrugados, / volto a respirar; ritmo branco e novo a / desfazer-se lentamente. Só depois arranco do corpo o peso - montanhas, / serras, vales e céus enferrujados. Deito-me imponderável, desconhecida, / afiando a linha perfeita do primeiro grito, / essa vogal absoluta que trago na garganta.]



***


 

Affamata mordo la prima lettera sacra

del tuo nome. Senza sforzo entro in quel

tempio incendiato, allontanando le mandibole

che afferrano il primo oggetto tagliente.

E il gesto è così cantato: 

dall'estremità delle fessure nasce

una membrana chiara, vergine,

nitida nel cielo aperto, senza mani. 

È questo l'odore delle tempeste antiche,

che mi fa preferire il taglio.

Cos'è il volto, se non questo?

 

[Mordo à fome a primeira letra sagrada do teu nome. Sem esforço entro nesse templo incendiado, afastando as mandíbulas / presas ao primeiro objecto cortante. / E o gesto é cantado assim: / das extremidades da fissura nasce uma membrana limpa, virgem, / destacada do céu aberto, sem mãos. / É este o cheiro das tempestades antigas, / que me faz preferir o corte. / Que é o rosto, senão isso?]



***



Lascia che si fenda la parola notte

notte nel tuo corpo che si afferra alla mia

e la tua immagine nella mia lingua,

linguaggio nuovo e già così antico,

come l'amore del cielo alla bocca unito

apocalisse tersa e smossa al

solco del tuo ombelico,

luogo concreto e umido dove

tutto ricomincia e lentamente rinasce.


[Deixa estalar a palavra noite noite no teu corpo a prender-se à minha e a tua imagem na minha língua, / linguagem nova e já tão antiga, como o amor do céu à boca unido / apocalipse limpo e movido ao romper do teu umbigo, / lugar concreto e húmido onde / tudo recomeça e nasce devagar.]



***


 

Senza turbare l'ordine delle cose,

ch'è il tuo nome liquido quando mi scorge,

porto con me il poema disfatto,

come se la domanda spuntasse

dalle tue labbra beanti che cercano le mie:

Quanti cieli hai visitato prima del mio?


E il poema giace lì condensato,

come acque che cadono da un ventre.


[Sem perturbar a ordem das coisas, / que é o teu nome líquido a adivinhar-me, / transporto comigo o poema desfeito, / como se a pergunta despontasse / dos teus lábios hiantes à procura dos meus: / Quantos céus visitaste antes do meu? // E o poema jaz condensado aí, / como águas a cair de um ventre.]



Sofia A. Carvalho è nata a Lisbona, è autrice e studiosa di poesia, letteratura e filosofia. Scrive e s'interessa inoltre di critica letteraria, cinema, teatro, danza e musica jazz. Compie da anni un percorso di studio e ricerca accademica sul poeta e pensatore portoghese Teixeira de Pascoaes. Le quattro poesie qui tradotte sono state inizialmente pubblicate in portoghese nel progetto multimediale Hiante (Grimaces, 2019), realizzato assieme all'artista sonoro, e illustratore, João Castro Pinto.

https://grimaceseditions.org/hiante-2/   



Occaso: voci poetiche dal Portogallo è una rubrica di bottega portosepolto, a cura di Fabrizio Boscaglia.

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